sto per scrivere… sciocchezze. Parlerò di vestiti. Che Dio m’assista!
Thomas Carlyle
La moda nasce dalla necessità umana legata alla sopravvivenza di coprirsi con tessuti, pelli o materiali lavorati per essere indossati, che nel corso degli anni si evolve a tal punto che assume precise funzioni sociali.
Legata a dei principi culturali, poiché ogni moda rappresenta una cultura e una propria essenza, ma anche a dei principi filosofici. Kant, per fare un esempio, ci fornisce una descrizione della moda incentrata sui cambiamenti generali nelle abitudini di vita della gente.
Anche se molti lo negheranno(ma è una negazione che in genere viene poi contraddetta dalle abitudini del consumo) la moda influenza la maggior parte delle relazioni delle persone, con se stesse e con gli altri, e si tratta sotto quest’aspetto, di un fenomeno che dovrebbe occupare un posto centrale nel nostro tentativo di capire noi stessi all’interno del nostro contesto storico di riferimento.
Molti non potrebbero rinunciare alla moda, essa rappresenta l’arma di difesa, la corazza.
La moda è l’immagine esteriore di ciò che diamo agli altri, la chiave di lettura della società,
ed è un grande strumento di comunicazione.
Ogni persona ama interpretarsi nel ruolo più svariato,
un abito può rassicurare, rendere quasi invincibile, ma quando siamo di fronte allo specchio, spesso la nostra immagine non ostenta più sicurezza, ma dubbi.
Gli abiti però non sono primariamente uno scudo per il corpo, quanto piuttosto funzionano come un suo prolungamento.
Tutti noi dobbiamo in qualche modo esprimere chi siamo attraverso la nostra apparenza esteriore, e tale espressione dovrà necessariamente dialogare con la moda.
Siamo costantemente stimolati dalla creazione di nuovi fenomeni e prodotti, e tuttavia altrettanto velocemente ci annoiamo.
Se è vero che esistono molte persone sulla Terra che si sottraggono al dominio della moda, nella parte del mondo dove noi viviamo in questo momento storico, è praticamente impossibile restare immuni dal suo influsso.
Essere esclusi dal gioco, ed essere allo stesso tempo consapevoli della propria esclusione,
significa in realtà trovarsi all’interno del suo campo d’azione.
Significa che tutti, siamo cittadini del mondo della moda.
Esistono analogie tra il (fantastico) mondo della Moda e il mondo dell’Arte marziale?
La discussione è aperta, altrimenti che comunicazione sarebbe?
ELEMATRIX

